Retroscena mercato: a luglio la Salernitana aveva quasi preso due centrocampisti, ma…

Nonostante siano passati diversi giorni dall’esonero, si continua a parlare con insistenza dei motivi che hanno spinto la dirigenza e l’amministratore unico a licenziare il tecnico Fabrizio Castori che, numeri e prestazioni alla mano, stava facendo il suo dovere. Sia nel comunicato stampa emesso domenica 17 dicembre, sia nelle dichiarazioni successive di Marchetti, si specifica che “mai come quest’anno abbiamo seguito le indicazioni dell’allenatore sul mercato, accontentandolo sotto diversi punti di vista”. L’elenco è corposo: i due Coulibaly, Strandberg, la riconferma di Gyomber e Jaroszynski, Simy in attacco. Indiscrezioni parlavano invece di altri “no” che non sarebbero stati digeriti, su tutti quelli per il pupillo Letizia e per gente come Caprari e Lammers che pure sembrava ad un passo dalla firma. Qualche frizione c’è stata per l’arrivo di Ranieri, elemento che Castori non voleva a causa della fuga della passata stagione ma anche di un atteggiamento non proprio simpatico assunto nella doppia sfida tra Spal e Salernitana. Cose di calcio, ci mancherebbe: in ogni società, allenatore e direttore sportivo non saranno mai d’accordo al 100% sulle varie operazioni ma alla fine si cerca sempre un punto di incontro per andare d’accordo e remare nella medesima direzione. Tra le accuse mosse al tecnico anche da molti tifosi, tuttavia, c’è pure aver accettato alcuni acquisti avallando riconferme non di categoria (Aya, Bogdan, Schiavone) e rifiutando gente non “castorizzata” negli atteggiamenti in campo, ma con caratteristiche che oggi obiettivamente mancano. Di Viola si è detto ampiamente, ed il sito Tuttomercatoweb ha fatto una ricostruzione interessante: pare che lo staff tecnico e la dirigenza avessero chiesto informazione ai colleghi del Benevento circa aspetti caratteriali e condizione fisica, stilando una relazione finale negativa. Sembrerebbe, inoltre, che la Salernitana avesse avviato una trattativa con l’ex Matteo Ricci che, in quanto svincolato e conoscitore della piazza, avrebbe accettato immediatamente. Ma lo staff tecnico avrebbe espresso perplessità, al punto che l’operazione si è arenata. Siamo fortemente convinti che un direttore sportivo deve agire e basta se ha la possibilità di prendere un calciatore forte, ancor più se non hai una società alle spalle e non puoi permetterti il lusso di annullare accordi virtualmente raggiunti. Lo stesso Castori, però, ha sempre rimarcato nelle dichiarazioni ufficiali di non volere palleggiatori o gente che salta l’uomo, ma atleti strutturati e pronti alla battaglia. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Ma oggi Ricci poteva essere di grande aiuto.

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