Ritardo nei lavori, burocrazia e problemi: 7000 salernitani in meno a causa della capienza ridotta

Se oggi la Salernitana può contare su appena 12mila spettatori nelle gare casalinghe, non è soltanto colpa del Governo che, pur con Green Pass e zone bianche, prevede riaperture graduali imponendo restrizioni che cozzano con il modo ultras di vivere un evento sportivo. L’amministrazione comunale, ultimamente beccata da parte della tifoseria attraverso i social, aveva promesso tempi record per adeguare l’impianto alle normative vigenti entro e non oltre l’esordio con la Roma, ma ad oggi notiamo una situazione praticamente identica a quella di tre mesi fa. L’impianto audio è carente, per i servizi igienici c’è tanto da fare, manca un’area più comoda per i diversamente abili (che, a nostro avviso, non dovrebbero pagare nemmeno un euro), non c’è il tabellone luminoso e il tunnel tra le due panchine è in via di realizzazione. Ma cosa ci voleva ad istallare qualche tornello in più, specialmente in un settore popolare come la curva Nord, in 90 giorni? La Salernitana, con capienza da 38mila posti, avrebbe potuto contare su circa settemila paganti in più, numeri tali da accontentare praticamente tutti. Invece non c’è stato alcun passo avanti, per buona pace di un club che perde soldi e sostegno nell’anno più particolare e complesso della sua storia. La speranza di tutti è che, quanto prima, il Sindaco Vincenzo Napoli e l’assessore Angelo Caramanno possano rassicurare la piazza e spiegare i motivi di questi ritardi e, soprattutto, cosa si poteva fare in più nel 2019 con i fondi del credito sportivo.

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