Riunione notturna a Roma, resta in piedi la pista cessione immediata. Novità sul trust

Riunione in tarda serata convocata da Claudio Lotito a Villa San Sebastiano. In presenza degli avvocati che seguono la querelle multiproprietà e del cognato Marco Mezzaroma è stato fatto il punto della situazione, con una novità sostanziale: c’è di nuovo l’idea di cederla subito, provando a venirsi incontro con quei pochi imprenditori che realmente hanno bussato alla porta della Salernitana senza cercare, come accaduto anche ieri, pubblicità sui giornali. Detto no da tempo all’ex presidente del Trapani e ad un gruppo campano pare guidato da Taccone, la proprietà ha abbassato le iniziali richieste e la sensazione è che, con 50-55 milioni di euro, si possa chiudere. Ed è evidente che, prevalesse questa strada, si tratterebbe di una operazione già in piedi dal post Pescara e non certo nata negli ultimissimi giorni. Addirittura qualcuno ritiene che aver pubblicamente paventato la volontà di proporre il trust celi una strategia di fondo ben precisa: tenere lontana dai riflettori una trattativa segretissima, con personaggi pare di area romana che godrebbero della stima dei patron. Del resto il comunicato stampa emesso dieci giorni fa, in risposta ad una serie di bufale circolate sul web (il solito Della Valle, Rainone,oltre a Petrachi e Mazzarri), parlava di “trattative segrete di cui si stanno occupando notai ed avvocati”. E, a proposito di avvocati, Gianmichele Gentile ha ribadito un concetto poche ore fa rispondendo ad alcuni messaggi dei tifosi: “State tranquilli, la Salernitana sarà iscritta e ci toglieremo grosse soddisfazioni”. Il legale di fiducia di Lotito è uno di quelli che non ha mai nascosto la volontà di cedere le quote, prevedendo una permanenza di Mezzaroma come socio di minoranza senza “controllo diretto o indiretto”. Pista che sembra si sia affievolita con il passare delle settimane. Quanto ai nomi, sembra ci sia stato effettivamente un confronto con Andrea Lombardi, mentre ieri Radrizzani era in provincia di Salerno e ha liquidato i presenti con un “Vedremo cosa accadrà” che si presta a molteplici interpretazioni. Ma se davvero avesse offerto 58-60 milioni la partita sarebbe stata già chiusa. E poi c’è il trust che, per qualcuno, è soltanto un modo per prendere di nuovo possesso della società in caso di retrocessione. Sbagliato. Dal 25 giugno Lotito e Mezzaroma non saranno più i proprietari della Salernitana, a prescindere dall’epilogo del campionato. Anzi, a maggior ragione si dovrebbero garantire risultati sportivi per rendere il bene appetibile. Lotito, dunque, dovrebbe accettare un prezzo fatto da terzi, con tempi di vendita imposti dalla FIGC e senza alcuna possibilità di incidere. In più, secondo qualcuno, pagando decine di milioni di euro di penale per un accordo firmato e poi…rinnegato. Legalmente impossibile. E proprio per questo si sta ragionando, pur con una documentazione preventivamente inviata in Federazione per non farsi cogliere impreparati. Ricordando per l’ennesima volta che, malauguratamente la Procura Federale ponesse dubbi sull’iscrizione, non ci sarebbe una esclusione immediata ma una causa e ulteriori 30 giorni per mettersi a posto. Si arriverebbe, dunque, ad agosto inoltrato pur perdendo i contributi federali che sono manna dal cielo in tempi di crisi. Ieri Sasà Avallone era presente alla festa del club Mai Sola, ha invitato tutti a stare sereni ribadendo che a breve si inizierà a lavorare per la prossima stagione. Altro segnale di fumata bianca vicina. Con un trust? Possibile. Ma la soluzione “a sorpresa” non è affatto da escludere. Ancora 5 giorni e sapremo la verità.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.