Salernitana, l’equivoco è di fondo. Obiettivo decimo posto…e allora: rosa sopravvalutata o Nicola da esonero?

E pensare che c’era qualche solone che ci additava come nostalgici quando, anche dopo una vittoria per 4-0, mostravamo alcune perplessità rispetto alla gestione complessiva, al mercato condotto in estate e alle scelte del tecnico Nicola. Se oggi la Salernitana rischia di ritrovarsi ufficialmente risucchiata nella lotta per non retrocedere, per nulla agevolata da un calendario terribile fino a gennaio, non è soltanto colpa della proprietà, della dirigenza, dello staff tecnico, dei giocatori e di qualche decisione arbitrale, ma anche di un ambiente che vedeva tutto nero e sbagliato fino al 30 dicembre scorso (rinnegando anche un percorso fatto di 4 campionati vinti in 10 anni, quasi un record nella storia del calcio) e che oggi vive di osanna a prescindere al punto che parte della stampa locale scrive più sulla scorta dell’umore popolare che per quanto effettivamente accade. E non è lesa maestà riconoscere buona fede totale al presidente, grandi doti economiche ed imprenditoriali ma anche qualche dichiarazione evitabile che ha alzato le aspettative ponendoci ora a cospetto di un interrogativo dal quale non si scappa. Per Iervolino l’obiettivo è il decimo posto, lo ha ribadito anche oggi a tutti i tesserati dopo la bruttissima prova di Reggio Emilia. E allora delle due l’una: o la rosa è stata sopravvalutata e occorre una presa di coscienza o l’allenatore va esonerato. Se spendi 45 milioni di euro e metà dei volti nuovi non giocano e ne vinci una su otto è inevitabile, legittimo, quasi obbligatorio mettere in discussione Nicola e chiedere un confronto alla dirigenza.

Col senno del poi non si costruisce nulla, ma visto il rendimento a tratti imbarazzante di Bradaric e dando per assodate le bocciature o quasi di Valencia, Botheim, Sambia e Pirola (ad oggi anche Vilhena, Bronn e Daniliuc sono incognite) vien da chiedersi quanto sia stato sbagliato privarsi a cuor leggero di Verdi, Coulibaly, Ranieri, Zortea e Djuric. Riteniamo sia giunto il tempo di dire basta a questa cantilena del “giochiamo palla a terra, Djuric non serviva”. Il buon Milan faceva giocare bene qualunque compagno di reparti sin dai tempi di Gondo e Tutino, era valore aggiunto sulle palle inattive a sfavore, favoriva la sovrapposizione degli esterni, teneva a bada 2-3 avversari alla volta sfiancandoli con la sua fisicità. Consiglio per gli acquisti: ci si parli già domenica prossima e si creino i presupposti per un ritorno. Senza se e senza ma. Quanto a Nicola, numeri impietosi. Una vittoria nelle ultime tredici gare ufficiali, appena 5 da quando lavora per la Salernitana, porta quasi sempre violata, salvezza arrivata con uno 0-4 e critiche per la lettura tardiva delle partite e spesso per le sostituzioni effettuate. Lo dicemmo in estate: stavolta doveva dimostrare di essere un ottimo allenatore e non solo uno straordinario motivatore. Ad ora il lavoro è insufficiente, pur con l’attenuante di essere partito per il ritiro praticamente con le riserve delle riserve e di aver giocato le prime 2 partite di campionato con gente che era scesa dall’aereo poche ore prima. Per quanto ci riguarda ci sono i presupposti per l’esonero, se va fatto non ha senso giocarsi il jolly dello scontro diretto già di vitale importanza col Verona: o lo blindi, privatamente e pubblicamente, o lo licenzi. Perchè vedere Mazzocchi a sinistra, poi a destra, poi ancora braccetto nel terzetto, Maggiore ancora play, centrocampo costantemente in inferiorità numerica e Gyomber in panchina è un qualcosa di inaccettabile. Per dare spazio a giovani di belle speranze o a gente sul viale del tramonto che ha fatto più danni che cose buone, si rischia di perdere a gennaio per pochi spiccioli uno degli artefici della promozione e della salvezza, un giocatore magari non appariscente ma che spesso ha fatto la differenza. Davvero Gyomber non può giocare in una retroguardia composta da Lovato, Pirola, Bronn, Daniliuc, Fazio e Radovanovic? Oggi il buon Norbert non c’era: è arrivato uno 0-5. Come a Milano a marzo, ultima sua esclusione prima di oggi. Altro 0-5. Coincidenza?

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