Salernitana su Boadu? Ecco le ultime novità

In questi giorni diversi organi di stampa si sono soffermati sul possibile arrivo a Salerno di Myron Boadu, attaccante classe 2001 che il Monaco ha acquistato a titolo definitivo sborsando una cifra pari a 15 milioni di euro. Un investimento non indifferente per un giocatore ancora giovanissimo ed etichettato come predestinato da numerosi addetti ai lavori. Ma cosa c’è di vero in orbita granata? Se fino a qualche giorno fa la società sembrava smentire questa ipotesi definendola quasi come una trovata giornalistica, oggi si viaggia in direzione leggermente opposta. De Sanctis ha effettivamente appuntato il suo nome sul taccuino, ha intenzione di attendere ancora qualche giorno per capire se ci possano essere sviluppi e conta di sfruttare i buoni rapporti con la società francese per individuare una formula che renda possibile ciò che oggi è altamente improbabile. Il Monaco, ovviamente, propende per la cessione a titolo definitivo e vuole incassare quantomeno la stessa cifra. De Sanctis, invece, immagina una operazione simile a quella di Dia: prestito oneroso con diritto di riscatto a cifre importanti. Si lavora a fari spenti, tenendo d’occhio altre piste (arriverà una scommessa a costo basso) e provando a piazzare altrove sia Valencia, sia Botheim per giocarsi un ulteriore jolly nelle ultimissime ore di mercato.

Apriamo una parentesi. Il nome di Boadu ha permesso ai soliti noti di riemergere dal nulla e riprendere il soliloquio virtuale alimentato da pochi ingenui che davvero credono che determinati soggetti, ormai cacciati dappertutto, possano essere a conoscenza di notizie. Spacciarle per proprie denigrando la fonte dalla quale hanno copiato (in questo caso un prestigioso giornale nazionale) è tipico di costoro, disprezzati anche dall’attuale società da quando un anno fu messa in giro la voce – totalmente inventata – di incontri a pranzo tra De Sanctis e centravanti dai capelli lunghi. Si qualificarono subito, insomma. Sosteniamo che il mercato sia una cosa seria che si basa su fonti, contatti, intuizioni e presenza sul posto. E certo la società seleziona bene con chi interfacciarsi. A taluni non restano le veline che, a suo tempo, un giorno sì e l’altro pure consigliavano di inventare favolette in una (della)valle di lacrime colpevolmente dimenticata da gente a cui piace farsi prendere in giro. Ad ogni modo per Boadu la strada resta il salita e i costi sono notevoli ma non aver depennato il suo nome dalla lista dei papabili lascia intendere che la dirigenza tenga viva la speranza. Appuntamento alla prossima settimana

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