Samp, Bari, Atalanta: Radrizzani “sfortunato”. Tirarsi indietro dopo il comunicato dei trustee e la tesi della “testa di legno”…

Sampdoria, Atalanta, Bari, Salernitana. Non è molto fortunato il signor Andrea Radrizzani con le squadre italiane, dal momento che il suo nome è stato spesso accostato ad importanti piazze senza che mai la trattativa si sia conclusa positivamente. Nessuno vuole mettere assolutamente in discussione le capacità economiche e la serietà del personaggio, ci mancherebbe, e siamo certi che chi guida il Leeds con ottimi risultati non abbia bisogno di farsi una pubblicità gratuita tra l’altro negativa. C’è, però, un dato di fatto inconfutabile: non appena i trustee hanno emesso un comunicato stampa avviando le varie operazioni per la cessione della società, ecco che l’imprenditore si è tirato indietro. Ammettendo, tra le righe, di non aver mai formulato una proposta economica. Se poi si pensava che professionisti delegati alla vendita della Salernitana dicessero sì sulla fiducia solo perchè in Inghilterra la gestione finanziaria del club è stata virtuosa si era totalmente fuori strada: la Salernitana vale diversi milioni di euro e i trustee hanno l’obbligo di verificare la solidità di tutti coloro che avanzeranno proposte. E ciò richiede un tempo fisiologico, come ogni trattativa seria. E’ legittimo voler operare subito con pieni poteri sul mercato, ma la Salernitana è stata iscritta ufficialmente al campionato da 11 giorni e il ritardo organizzativo è logica conseguenza. Potenziali acquirenti non possono non metterlo in preventivo. Quanto al “non ci hanno nemmeno risposto”, è bene rimarcare che Lotito e Mezzaroma hanno sempre detto che non avrebbero ascoltato personaggi che, prima ancora di recarsi da loro magari con un bell’assegno e un progetto sportivo importante, rilasciavano interviste sui giornali. Aggiungiamo: ogni volta che si avvicinavano le varie scadenze della FIGC arrivava l’ultimatum di Radrizzani e del suo entourage. Un caso? Siamo dell’idea che, se davvero vuoi prendere una squadra, fai di tutto per acquistarla in totale segretezza, senza avvistamenti in alberghi della provincia di Salerno o interviste sui soliti organi di informazione.

Sul web, come sempre, la gente è divisa. Da un lato chi punta il dito contro Radrizzani manifestando una certa delusione per l’epilogo di una trattativa che evidentemente non c’è mai stata, dall’altro chi non perde occasione per andare contro Lotito sostenendo che sia lui a muovere i fili di ogni operazione dietro le quinte in attesa di una “testa di legno”. Come se poi banche, guardiani, amministratori unici con trascorsi nella Guardia di Finanza, trustee, avvocati e notai si assumessero enormi responsabilità anche sul piano penale per favorire chissà quali manovre oscure, con l’avallo della FIGC e della CoviSoc. Tesi assurde proposte dagli stessi che parlavano di galleggiamento e freno a mano o da chi, tramite facebook, si dice pronto a combattere “per il bene della Salernitana” dopo aver preso in giro la tifoseria propinando in stile telenovela trattative inesistenti. Ci vuole coraggio, bisogna ammetterlo. Così come mostrano coraggio tanti “ignoranti” (nel senso che ignorano la realtà delle cose) che ruotano indirettamente nell’orbita granata e che, strumentalizzando la passione della gente, si dilettano in ogni sorta di atto destabilizzante quando poi la realtà va in senso inverso. Lo ribadiamo ancora, a costo di risultare noiosi: le trattative serie non nascono sui mass media e non si chiudono in due giorni. E’ nell’interesse di tutti che la Salernitana possa quanto prima avere un proprietario, a patto che sia una persona seria e desiderosa di rispettare i parametri imposti dai disponenti (e pienamente condivisi dalla Federazione). I tempi di Joseph Cala sono finiti, i veri tifosi meritano rispetto e trasparenza. In attesa che magari anche politica e imprenditoria salernitana, sempre in prima linea quando si tratta di festeggiare, diano un minimo segnale.

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