Sconfitta immeritata, la squadra c’è e col Verona è pronta la rinascita

In tanti stanno riflettendo: è meglio perdere in maniera netta e quindi indiscutibilmente senza rimpianti oppure immeritatamente come questa sera, dimostrando di essere all’altezza della massima serie? Se mai ci fosse stata una squadra meritevole dei tre punti sarebbe stata di certo la Salernitana, che ha giocato davvero un gran partita. Il tiro di Djuric di un soffio a lato, la traversa scheggiata da M. Coulibaly, il palo clamoroso di Obi avrebbero meritato migliore sorte.  Ma il calcio è questo, quando hai giocatori che da soli risolvono la partita, può capitare di subire l’iniziativa avversaria, ma alla prima occasione netta il castigo è servito. Si può racchiudere così la gara dell’Arechi di questa sera. Ancora una volta l’esperienza, le grandi doti tecniche alla fine l’hanno spuntata. Poco importa ai fini del risultato e della classifica che la prestazione dei padroni di casa sia stata a tratti devastante.

Alzi la mano chi a un certo punto non ha pensato che in campo l’Atalanta giocasse con la maglia granata e la Salernitana in quella bianca. Che ci sia stata una svolta nell’atteggiamento tattico da parte del trainer granata è abbastanza evidente. Finalmente abbiamo visto una Salernitana arrembante, quasi noncurante della qualità tecnica superiore degli avversari. Timore reverenziale, questa volta praticamente azzerato, possesso palla 41,6%, quasi un record per la squadra di Castori. Un centrocampo all’altezza della situazione, con i due Coulibaly presenti e un Kechrida finalmente messo in condizione di sfruttare al massimo le sue caratteristiche offensive. Buona anche la prova di Ranieri e consentiteci un elogio particolare a Gondo, da poco a Salerno e già in campo dal primo minuto. Ha corso come un matto ed è stato quasi un incubo per i difensori nerazzurri, ben affiatato con il suo compagno Djuric. E Ribery? Non è stato quello dei tempi migliori, perché la condizione atletica è quella che è, ma la sua presenza in campo è servita ai suoi compagni per acquisire la fiducia necessaria per affrontare una gara difficile come quella di stasera. Stiamo tessendo le lodi un po’ di tutti, ma il risultato alla fine dà ragione ai bergamaschi e i tre punti in classifica li hanno incamerati loro. Vero, ma se la Salernitana dovesse interpretare le prossime gare con la stessa grinta e intensità di gioco di stasera, allora potrà ancora dire la sua.

Ora l’impegno sempre all’Arechi contro il Verona diventa quasi già un primo spareggio: la vittoria è d’obbligo se si vuole continuare a sperare di raggiungere l’obiettivo della salvezza. Zero punti dopo quattro gare in classifica sono pesanti nel computo non solo dei numeri, ma soprattutto del morale. Come abbiamo sempre detto, non si ha la presunzione di spaccare il mondo contro team tecnicamente molto più dotati, anche se la sfera è rotonda, come è stato dimostrato stasera, ma bisogna trovare tre squadre da mettere sotto al termine del torneo. Il Verona, prossima avversaria, potrebbe essere una di queste. Avere un vantaggio di tre punti e uno scontro diretto a favore, sarebbero elementi in grado di dare la giusta iniezione di fiducia che manca ancora  a questa squadra, che sulle ali dell’entusiasmo di una vittoria e sul progressivo miglioramento delle condizione fisiche di quei calciatori che dovranno fare la differenza, potrà finalmente iniziare il suo vero campionato.

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