“Se avessimo osato di più”…chiacchiere al vento! Gestione perfetta, le prove di Veseli e Adamonis certificano il lavoro di Castori

“Se avessimo osato di più”, “Se mettessimo in campo maggiore qualità”, “Se avessimo optato per un 4-4-2”. Il periodo ipotetico non ha mai scritto pagine di storia e, pur nel rispetto delle opinioni di tutti, riteniamo che parlare di due punti persi sia un errore. Certo, il Cicerelli devastante della passata stagione aumenta il tasso tecnico della rosa, Anderson ha giocato meno di quanto si pensasse e lo stesso Kiyine non è un titolare inamovibile (ma in rosa non ce ne sono!), ma i fatti e i numeri danno ragione all’allenatore e bisogna fidarsi ciecamente di Castori. Del resto non si collezionano centinaia e centinaia di presenze (e di vittorie) in tutte le categorie se non sei un mister all’altezza. Lo abbiamo detto sin dal ritiro di Sarnano: Castori sarebbe stato il valore aggiunto. Non solo per le sue idee e per la capacità di incidere nelle scelte di mercato, ma anche per un carattere sanguigno che gli ha permesso di calarsi immediatamente in una realtà che ben conosceva isolando il gruppo dalle polemiche e creando uno spogliatoio granitico, che lotta per la maglia come non accadeva da tempo. Questa Salernitana resta, sulla carta, inferiore a 3-4 avversarie costate di più e allestite per vincere a mani basse, ma se è tra le prime quattro da settembre, ha conquistato 20 risultati positivi su 25, segna più di quanto subisce, è prima in B per contrasti vinti ed esprime un attaccante da doppia cifra ci sono degli innegabili meriti del suo condottiero. Stasera la gestione della gara da parte di Castori ha rasentato la perfezione. Il mister sapeva benissimo che la Reggiana avrebbe alzato il ritmo per tutto il primo tempo a caccia del vantaggio e ha proposto una Salernitana accorta, fisica, brava a leggere le varie situazioni e ad annullare Radrezza e Mazzocchi che, contro le grandi, si sono sempre esaltati. E anche Laribi, che Castori ben conosce, è stato tenuto ben distante dall’area di rigore, al punto che l’ex Cesena ha brillato più in fase difensiva che in quella di spinta. E nella ripresa, appena gli emiliani sono calati, è stata inserita tanta qualità, con Djuric e Kiyine che hanno avuto l’impatto giusto, qualche spunto interessante di Kupisz e Cicerelli (sì, perchè se hai la mentalità giusta puoi incidere anche nei 5 minuti finali) e una serie di occasioni che gridano vendetta, abbinate ad un rigore non concesso e a un gol annullato forse con troppa disinvoltura. Rimane, comunque, il doppio risultato positivo in trasferta: si parla tanto di tattica e di bel gioco, i fatti dicono che bastava segnare i due rigori e non vedere un arbitro che scambia una parata per una rete a favore del Chievo per essere primi, da soli. Meglio di un Empoli che non vince da un mese e mezzo (senza dubbio con un calendario di fuoco, ma a Salerno sarebbe venuto giù il mondo dopo cinque pareggi di fila) e di un Monza che, senza rigori generosi, arrancherebbe e non poco. Aggiungiamo la gestione del gruppo, una squadra in cui tutti si sentono importanti e lavorano a mille in settimana. Adamonis e Veseli sono la fotografia perfetta della Salernitana di quest’anno. Il portiere, tutt’altro che arrugginito dopo un anno di inattività, ha fatto due grandi gare e non ha preso gol, Veseli ha risposto presente con un secondo tempo di assoluto livello, in cui tante azioni sono partite dai suoi anticipi a metà campo. Capezzi è tornato quello di Crotone, Gyomber giganteggia dalla seconda giornata, anche Jaroszynski e Casasola sono in crescita e siamo certi che progressivamente e con equilibrio saranno inseriti anche quei volti nuovi che non hanno ancora inciso. Bene così, dunque. Tante note positive dopo lo 0-0 di stasera e società, dirigenza e allenatore che hanno tanti meriti per questa cavalcata ad oggi di spessore. Alzi la mano chi avrebbe immaginato una Salernitana al tavolo delle grandi appena sei mesi fa nella B più difficile degli ultimi anni…

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