Senza Dia Salernitana spuntata, la sosta per ritrovare serenità…

di Enzo Sica

Diciamo che c’è delusione per questa prima sconfitta di campionato a Lecce dopo due pareggi consecutivi e soprattutto per la speranza che c’era di tornare imbattuti dal Salento. Ma questa Salernitana, che pur ha avuto le sue belle azioni da gol che non sono state finalizzate, ha bisogno soprattutto di tranquillità. Siamo solo all’inizio della stagione, della terza consecutiva in serie A e, dunque, lasciamole da parte le polemiche e quant’altro visto che non fanno bene alla causa granata.
Il caso Dia è emblematico, frutto di ripicche, strategie sbagliate ma anche di noncuranza da parte di un calciatore che pure ha ottenuto tanto da questa società e che si poteva comportare in un altro modo. Non sappiamo cosa sia realmente accaduto ma perdere questa pedina da prima fascia nella partita contro una diretta concorrente per la salvezza come il Lecce non è stato facile. Comprendiamo la società che, giustamente ha voluto dare un segnale forte ad un ambiente nel quale molti farebbero bene a non parlare proprio per salvaguardare tutto ciò che li circonda ma francamente senza il terzo cannoniere della scorsa stagione (sedici gol realizzati) non si va, credo, da nessuna parte. Da elogiare lo sforzo di Antonio Candreva, uno davvero attaccato alla maglia e alla nostra città da quando è arrivato ma anche da altri calciatori (lo stesso Cabral che pure ha avuto sui piedi la palla del possibile e meritato pareggio non sfruttata al meglio) ma sottolineiamo che senza punte incisive non si va da nessuna parte.
I salentini di D’Aversa hanno avuto il merito di crederci fino in fondo, realizzare il primo gol dopo appena otto minuto di gioco, mantenere il vantaggio con le unghie e con i denti, vincere la partita anche con il secondo gol realizzato su un calcio di rigore, che probabilmente era da discutere perchè il fallo di mano dello stesso Cabral era involontario ma il mediocre direttore di gara Massimi di Termoli si è affidato al Var e quando si vanno a rivedere questi falli si finisce sempre per avere la massima punizione.
E’ chiaro che al 98′ di una gara come quella di Lecce subire il penalty trasformato poi da Strefezza non ti poteva permettere di raggiungere il meritato pareggio ma quello che conta di più in questo contesto è il fatto che la squadra debba scrollarsi di dosso paure e forse anche critiche (ingiuste?) che non portano da nessuna parte.
Diamo fiducia alla squadra e a un allenatore di primissima fascia come Paulo Sousa e dopo questa settimana di sosta per gli impegni della nazionale il quadro dovrà cambiare in maniera radicale. Per rispetto dei tifosi che sono sempre vicino ai loro beniamini e cancellare la gara di Lecce seguita al via del Mare da ben 1100 appassionati del colore granata che si sono sobbarcati tante ore di viaggio per essere al fianco, come fanno sempre in ogni trasferta, della loro amata Bersagliera.

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