Serie B, c’è la data per la ripresa. Le ultimissime sugli stipendi e sulle porte chiuse

Il 3 maggio, al massimo sette giorni dopo. Ripartendo da Salernitana-Cremonese per poi recuperare i due turni che sono saltati in infrasettimanale. E’ questo l’orientamento di massima di tutte le autorità sportive che, in queste ore e rigorosamente tramite Skype e social, hanno avuto modo di confrontarsi ribadendo che bisognerà rispettare le indicazioni del Governo pur mantenendo salda la volontà di chiudere la stagione. Del resto non si rinviano di un anno gli Europei se, alla base, non c’è almeno la speranza di ultimare i campionati senza dover congelare le classifiche o rivedere i regolamenti scatenando un putiferio. E così, stabilito che si giocherà ancora, sul tavolo della discussione c’è il dilemma allenamenti e, mai come in questo caso, è Lotito contro tutti. Il patron vorrebbe riportare la Lazio in campo già lunedì prossimo, al massimo nella prima settimana di aprile. A Salerno, invece, non sono ancora arrivate indicazioni sotto questo punto di vista. In realtà è sempre più probabile che l’attività sportiva per i calciatori riprenda a tutti i livelli ufficialmente a metà aprile con la possibilità di effettuare quindici giorni di ritiro. La Salernitana avrebbe già preso contatti con il Comune di San Gregorio. Quanto alle partite, l’ipotesi più accreditata è che almeno le prime 3-4 gare saranno a porte chiuse per buona pace di chi ha pagato l’abbonamento e potrebbe essere rimborsato dalle società soltanto se ci sarà collaborazione del Governo. Solo progressivamente si potrebbero riaprire i cancelli, ma è chiaro che serve a poco ricominciare a giocare se i club non potranno contare sugli incassi al botteghino ancor più dopo due mesi di perdite drammatiche. A tal proposito, Gravina potrebbe proporre ufficialmente di tagliare gli stipendi (le ultime tre mensilità) del 20%, sebbene i calciatori stiano pensando di opporsi dal momento che i contratti saranno automaticamente prolungati di un mese con un apposito decreto per consentire alle squadre di schierare tutti gli effettivi a disposizione. Un caos che farà giurisprudenza, se tutti gli italiani restassero a casa si potrà presto tornare alla normalità ed evitare di chiudere il campionato a tavolino.

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