Si deve scalare una montagna, lo sapevamo tutti…

di Enzo Sica

Si deve scalare una montagna e tutti lo sapevano all’inizio di questo  campionato di serie A per una Salernitana che ci ha fatto sognare nella scorsa stagione e che ora ha iniziato con il piede…sbagliato l’approccio alla serie A.  Tutti lo sapevano, erano consapevoli che queste prime vicissitudini ad inizio torneo potevano essere nella norma. Non dimenticando che non c’è ancora una società solida, anzi mettendo l testa nella sabbia quasi a voler esorcizzare un momento difficile, con una soluzione che sembra lontana ma che solo con tanto attaccamento alla maglia, a questi colori si riuscirà a venirne fuori.

Se si fa del disfattismo o peggio ancora si pontifica a destra e a manca con titoli tipo: <umiliati> dopo il secondo poker stagionale in tre gare subito a Torino allora non ne usciremo mai. Si perchè quella mentalità della massima serie, quel non guardarsi più indietro non è ancora entrato nel Dna di questa squadra che, crediamo, non sia inferiore ad almeno altre quattro compagine. Non è un modo come un altro per dire: <alla fine riusciremo a salvarci> ma la consapevolezza che si deve remare tutti nella stessa direzione.

Quella mentalità a calciatori professionisti come quelli che indossano la gloriosa maglia granata non è stata ancora acquisita. E’ chiaro che spesso li episodi penalizzano l’aspetto di una gara come a Torino quando, è vero, non si è fatto molto nel primo tempo ma subire un gol in chiusura di prima frazione ha in un certo qual modo fatto saltare un banco che era già stato minato anche dalle due prestazioni precedenti. E’ vero non si sono subiti gol nella prima frazione ma quel gioco alla Castori, tanto per intenderci, non è stato mai al primo posto nella mente di tanti nuovi arrivati. Questione di mentalità, si diceva, che è alla base anche di questa terza debacle consecutiva.

Undici gol subiti, solo due realizzati, di cui uno su rigore, non sono il massimo per una matricola come la Salernitana che, probabilmente, si aspettava un percorso diverso. Ma quando si perdono le coordinate o si spera che l’arrivo di Franck Ribery, un campione in tutti i sensi possa cambiare l’esito degli incontri, allora si sbaglia. Ed anche di parecchio visto che una rondine, come si dice in gergo, non fa primavera.

Dunque crediamo che, almeno per ora, un allarmismo totale sia fuori luogo. Certo il primo campanello d’allarme c’è stato. Nessuno pensava che non ci potesse essere. Ma con la forza, la determinazione e la consapevolezza che quelle montagne potranno essere scalate si apprestiamo a vivere questo ultimo scorcio del mese di settembre con tre gare contro Atalanta, Verona e Sassuolo che si potranno dire esattamente chi siamo e dove vogliano arrivare. Avendo ben in mente una cosa: Non si può già mettere tutti sul banco degli accusati e soprattutto un allenatore come Castori che, è vero, non è ancora riuscito nell’intento di dare un’anima a questa squadra ma siamo convinti che ci riuscirà nel prossimo immediato futuro.

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