“Solo per la maglia”: la necessaria scissione tra società e Salernitana

La Salernitana ha il suo fuoriclasse. E’ ancora presto per dire se questa squadra sia più forte o più debole della passata stagione, ma una certezza c’è: Gennaro Tutino è di un’altra categoria. Al di là dei due gol (di splendida fattura), l’attaccante napoletano sta dimostrando di avere la mentalità giusta per fare la differenza, quasi come se fosse in questo gruppo da anni. Ha fatto di tutto per vestire la maglia granata, rifiutando proposte dalla A o economicamente vantaggiose come quelle di Lecce e Monza. Lo ho fatto perchè vincere e convincere a Salerno sarebbe un trampolino di lancio fondamentale per la carriera. Da anni non ci si entusiasmava così tanto per un giocatore, capace di segnare 4 gol in 4 gare ufficiali e di propiziare la doppietta di Kupisz. Ma un plauso particolare lo vogliamo tributare a mister Castori, uno degli artefici di questa ricostruzione. Contrariamente al suo predecessore, che chiedeva anche a difensori modesti di iniziare l’azione dall’area piccola, l’attuale tecnico non inventa assolutamente nulla: ognuno nel proprio ruolo, lettura ottima delle partite, cambi azzeccati (cosa che mancava con Ventura) e una consapevolezza: dal centrocampo in attacco la Salernitana è fortissima e non ha bisogno di alchimie di alcun genere, basta solo registrare la difesa e conferire la mentalità giusta per essere una mina vagante.

Guai a farsi condizionare da una partenza super. Troppo spesso la Salernitana era in testa in avvio per poi perdersi da fine novembre in poi, ragion per cui diciamo…-43 alla salvezza. Ma con Lombardi in forma (oggi gara insufficiente, ma contava mettere 45 minuti nelle gambe dopo due infortuni gravissimi), Anderson mentalmente ben calato nella nuova avventura, il rientro di Gondo e l’entusiasmo di Antonucci…chissà! Menzione anche per Vid Belec, bravissimo a mettere da parte l’errore di Verona: due interventi decisivi, tanti consigli ai difensori, una sicurezza di cui la retroguardia ha assolutamente bisogno. Chiudiamo con due riflessioni. La prima su Lotito. Oggi, forse, è stata persa una occasione. Giustissimo che una società non si faccia condizionare da fattori esterni, altrettanto legittimo rimarcare che non esistono trattative per la cessione. Però si poteva lanciare un segnale distensivo ai tifosi, con toni meno perentori e un primo passo per seppellire l’ascia di guerra. Le sue parole hanno già fatto discutere, non abbiamo torto quando sosteniamo con convinzione che la strada del silenzio è quella giusta. Aggiungiamo, però, che questa squadra sta onorando al maglia, è ben guidata, ha giocatori forti e non può pagare la spaccatura con la proprietà. “Solo per la maglia” è sempre stato il motto della gente, non bisogna dimenticarlo mai. Oggi fa tristezza leggere commenti di persone- non tifosi, evidentemente – che quasi si rammaricano per un successo di questo livello. E’ chiaro, però, che il fallimentare quinquennio di B autorizza, quantomeno, ad essere scettici. Alla Salernitana il compito di riportare tutti dalla propria parte. Alla tifoseria quello di scindere Lotito e la maglia: perchè i presidenti, i direttori sportivo e gli allenatori passano.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.