Spezia -Salernitana: non solo calcio


Match salvezza per la Salernitana, reduce dalla prima splendida vittoria contro il Genoa, sabato 16 Ottobre contro i bianconeri liguri dello Spezia.

I granata sono di scena allo stadio Alberto Picco(10.000 spettatori- Via Nicolò Fieschi, 18 ) per una sfida che promette scintille.

L’avvocato e giornalista gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del territorio spezzino,

 

Antipasto di pesce

Paccheri con calamari e olive taggiasche

Pasta fatta in casa al pesto

Spaghetti ai frutti di mare

Frittura di paranza

Rombo al forno

Millefoglie con crema chantilly alla vaniglia

Sorbetti

Vino locale docg

PRODOTTI TIPICI DELLA ZONA

La cucina ligure risente, come è ovvio che sia, delle caratteristiche della sua terra. È pertanto cucina sia di mare che di terra, secondo il naturale connubio delle due anime che contraddistinguono il territorio ligure: la costa e l’entroterra. La cucina ligure varia però attraverso i secoli secondo il tipo di commensale cui si fa riferimento ed i luoghi in cui egli vive. Si passa così da piatti che sono di tradizione popolare, a piatti che sono elaborati sulle tavole dei potenti e dei ricchi, anche se rispetto ad altre tradizioni (ad esempio la cucina emiliana) la tradizione povera, o meglio, frugale, è molto più caratterizzante e tipica. La cucina utilizza infatti, per lo più, gli alimenti che il luogo offre. La scarsità di pascoli bovini costrinse i Liguri a sviluppare piatti a base di ingredienti alternativi quali il pesce e le erbe, a cui successivamente si aggiunse la selvaggina: nascono così i condimenti a base di erbe selvatiche o coltivate, tra cui spicca il pesto, che viene usato sia come salsa per condire la pasta, sia aggiunto ai minestroni prevalentemente autunnali ricchi di molte varietà di verdure fresche; importanza assumono anche le molte torte salate alle verdure, la più famosa delle quali è la torta pasqualina, i ripieni e le focacce, tra queste rinomata è la focaccia al formaggio di Recco. Vi sono piatti che hanno alla base ingredienti poveri come, ad esempio, le erbe o le castagne. Si tratta di piatti che provengono dalla mensa del contadino ligure che con la propria tenacia ha domato l’asprezza dei luoghi per poter coltivare la terra su strette fasce e soprattutto appartengono alla tavola degli abitanti delle zone montane più impervie. Ugualmente, la cucina ligure risente della contaminazione di altri luoghi ed popoli con i quali nell’arco dei secoli i liguri ed i genovesi sono entrati in contatto, soprattutto per commercio e conquiste. Ecco così che oltre che ad essere una cucina “localizzata”, al suo interno troviamo contaminazioni preziose. In questo senso, la cucina ligure si arricchisce di esperienze diverse. Basti poi pensare alle spezie (oltre ai tradizionali odori o sapori) che anche nei tempi antichi erano cosa di uso comune in Liguria ma in altre regioni di uso piuttosto raro. Particolare, poi, è l’impiego del sale, così prezioso per la conservazione dei cibi: senza sale non esisterebbe per esempio la focaccia, tipica di questi luoghi ed unica, anche se oggi imitata altrove. Altra anima della cucina è il mare: ci sono i piatti nati a bordo e quelli nelle case, nelle famiglie che restavano a casa o al ritorno dei congiunti.

Arbanella di acciughe sotto sale

Rispetto al discorso contaminazioni fra cucine regionali vicine ed il mare che bagna l’esteso arco ligure, si pensi all’enorme quantità di cibi, spezie e nuovi alimenti provenienti da altre città italiane o paesi e continenti (Americhe, Asia, Medioriente) si sia riversata in Italia ed in Europa attraverso Genova. Sino a poco tempo fa erano presenti in porto i vecchi silos del grano: impressionanti da vedere, così come quelli di altre materie.

Trova luogo così anche il porto nella tradizione culinaria: c’entra il lavoro … si parte da quello contadino e montano, si passa attraverso il commercio o la conquista e si arriva al lavoro del porto ed a quello operaio delle grandi industrie, oggi ormai scomparse.

Infine c’è la cucina dei giorni di festa e poi quella del nostos (ritorno) dei naviganti a casa e quella delle ricchissime mense dei potenti: dei Dogi, dei futuri Papi, dei conquistatori dei mari.

Fondamentale nella cucina ligure è poi la conservazione degli alimenti e dunque l’uso delle arbanelle, riempite ad esempio con funghi sott’olio, marmellate, miele, acciughe sotto sale, prodotti in salamoia, e intingoli tra i più disparati.

La bandiera di questa cucina è senza dubbio il pestodi basilico.

Clima e territorio

Previsti 21 gradi  con tempo soleggiato

La Spezia è un comune italiano di 93 347 abitanti , capoluogo della provincia omonima in Liguria. È il secondo comune della regione per popolazione e la sua area urbana conta oltre 136 000 abitanti ].

La città si trova all’estremo levante della regione Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, al centro di un profondo golfo naturale al quale dà il nome. Il golfo, conosciuto anche con l’appellativo di Golfo dei Poeti, è cinto da una continua catena di alture le cui cime più elevate, il Monte Verrugoli (749 m s.l.m.) ed il Monte Parodi(673 m s.l.m.), sono situate alla estremità occidentale del centro abitato.

Il territorio comunale spezzino è parte dell’Autorità di bacino interregionale del fiume Magra mentre una piccola porzione del territorio comunale, costituita dal piccolo borgo di Tramonti e dalla circostante collina, rientra nel Parco nazionale delle Cinque Terre.

La città sorge su un angusto lembo di terra stretto tra il mare e i monti; ne è conseguito lo sviluppo in collina di numerosi quartieri e la disposizione piuttosto irregolare della pianta urbana. Negli anni venti del XX secolo fu addirittura necessario ricorrere al parziale sbancamento del colle dei Cappuccini (dove sorge l’attuale piazza Europa) per consentire al centro storico l’espansione verso est, in direzione della piana di Migliarina, unica possibile poiché l’area verso ovest è occupata dall’Arsenale Militare.

Questo sviluppo urbanistico ha richiesto anche ingenti opere di bonifica: infatti l’area dove oggi sorge la gran parte dello scalo portuale un tempo era costituita da un’ampia zona paludosa, detta gli Stagnoni.

Il golfo che protegge la città ha un’estensione di circa 150 ettari ed è chiuso da una diga foranealunga circa 2.210 metri con due passaggi, quello di ponente ampio circa 400 metri e quello di levante circa 200 metri. L’insenatura del golfo ha una lunghezza di 4,6 km e una larghezza di 3,2 km.

Proprio la particolare conformazione del golfo, ben riparato dalle mareggiate e dai possibili attacchi nemici, ha favorito la costruzione alla Spezia di uno dei più grandi arsenali della Marina Militare e, nel corso degli anni, lo sviluppo di uno dei maggiori porti mercantili del Mediterraneo.

La Spezia gode generalmente di un clima temperato caldo; nello specifico, il clima dominante è di tipo mediterraneo, anche se influenzato da correnti atlantiche è comunque caratterizzato da inverni miti, grazie alla posizione, all’azione mitigatrice del mar Ligure e allo scirocco proveniente dall’Africa. Tuttavia raramente possono capitare le incursioni di aria fredda di origine

balcanica (proveniente dai valichi comunicanti con la Pianura Padana che si trovano alle spalle della città) che fanno abbassare la temperatura, facendo scendere la colonnina vicino, se non addirittura, allo zero. La temperatura media del mese più freddo (gennaio) è di 7,6 °C. Le estati sono caratterizzate da temperature piuttosto elevate, con medie del mese più caldo (luglio) superiori ai 24 °C.

La piovosità è elevata, sia per l’umidità presente in tutto l’arco ligure, sia per l’azione di copertura degli Appennini. La media pluviometrica è di 1.343 mm di pioggia annui. Il regime pluviometrico è di tipo sub-litoraneo appenninico, con picchi di massimi in autunno (maggiore) e in primavera, e minimi in estate e inverno. Periodi piovosi prolungati, soprattutto in autunno/inverno, si verificano frequentemente, ma non tutti gli anni. Nel decennio 2000-2010 il mese di novembre ha registrato 23 giorni di pioggia nel 2002 (198,2 mm) e 21 nel 2010 (284,2), mentre gennaio ha raggiunto 20 giorni piovosi nel 2001 (253,4 mm). Fu dicembre 2009 il mese più piovoso del decennio, con ben 362,8 mm. mese dei record, dicembre 2009 fece registrare anche la nevicata più copiosa del decennio con più di 20 cm di neve in molte zone della città. Anche, periodi siccitosi prolungati, soprattutto in estate, si registrano frequentemente. Sempre considerando il decennio 2000-2010 il mese di agosto rimase completamente all’asciutto nel 2008, a contrasto dei 169,6 mm registrati l’anno precedente. Meno di 4 mm mensili si sono registrati in aprile 2007 (3,0 mm), giugno 2006 (1,0 mm), luglio 2004 (3,8 mm) e nel famigerato agosto 2003 (3,6 mm).

Pur essendo molto rara, in taluni anni può fare la sua apparizione in città la neve, che nelle zone collinari dell’entroterra comunale può depositarsi.

Dai primi insediamenti all’impero romano

Il territorio spezzino fu abitato già in età preistorica, come testimoniano sia le numerose statue stele sia i reperti dell’età del bronzo e del ferro ritrovati in varie occasioni sulle alture del Golfo e delle vallate adiacenti. Più tardi, in epoca storica, il territorio vide lo stanziamento delle popolazioni Liguri, sottomessi nel 155 a.C. dal console Marco Claudio Marcello.

Le origini della Spezia sono legate alla colonizzazione romana e si intrecciano comunque con le vicende di Luni, il centro senza dubbio più importante di tutta la zona durante tutta l’epoca classica.

Con la caduta dell’Impero romano, dopo il V secolosi ebbe la devastazione da parte dei barbari (Eruli e Goti).

Medioevo

A conclusione della guerra gotica il territorio di Luni e la regione del golfo passarono sotto il dominio bizantino ed entrano nell’Esarcato d’Italiacon la formazione della Provincia bizantina di Liguria.

Nel 642 i Longobardi di re Rotari conquistarono la Liguria e la regione di Luni venne staccata dal ducato di Liguria e annessa al ducato di Tuscia.

La politica locale dei sovrani longobardi si orientò a contrastare l’autorità dei vescovi di Luni ma alla caduta del regno longobardo, nel 773, la regione passò sotto il dominio franco di Carlo Magno, sotto il quale i vescovi acquisirono il potere temporale diventando Vescovi-Conti.

Nell’860 la regione venne saccheggiata dai Vichinghi di Hastein e, nello stesso secolo, cominciò a subire le incursioni saracene che, un secolo dopo, a causa degli incessanti saccheggi e delle devastazioni procurate , portarono al definitivo decadimento di Luni.

Nel IX secolo il centro principale della zona del golfo era Vesigna, che sorgeva sul colle di Marinasco. Da qui cominciò una migrazione di popolazione che, ingrandendo gli insediamenti già esistenti in loco, contribuì alla formazione del primo borgo sul Poggio della Spezia e al suo sviluppo nei secoli X e XI.

Nel X secolo come gran parte del nord Italia la regione appartiene al Regno d’Italia. In particolare la zona è feudo della marca Obertenga.

La dominazione della Repubblica genovese[

Agli inizi del XII secolo Genova acquistò il borgo di Porto Venere e, qualche anno più tardi, anche Lerici, accrescendo così la sua influenza sull’estremo Levante ligure. In quel periodo Spezia aveva già raggiunto una certa importanza ed è infatti citata in alcuni documenti commerciali del 1160 in cui sono menzionati Bonus Johannes e Baldus de Specia.

Vesigna nel 1223 e Càrpena nel 1224 entrarono nell’orbita della Compagna genovese e con loro, anche il borgo della Spezia. Già nella prima metà del XIII secolo, Spezia cominciò però ad affrancarsi da Càrpena grazie allo sviluppo mercantile e all’industria del sale.

Nel 1254 Genova riuscì a sottrarre Lerici al dominio pisano e accrebbe il proprio controllo sul Golfo, ma per quasi vent’anni il borgo di Spezia fu svincolato dal dominio genovese quando, tra il 1256 e il 1273, Nicolò Fieschi ne fece il centro di una propria effimera “Signoria guelfa”, estesa da Sarzana a Lavagna, che ebbe termine con la conquista di Oberto Doria. È di quel periodo un documento notarile, rogato nel 1256, che riporta un’antica trascrizione del termine Spezam.

Tra XIII e XIV secolo la città ebbe uno sviluppo piuttosto sostenuto e nel 1343 nacque la Podesteria della Spezia per volere del doge genovese Simone Boccanegra. La Spezia cominciò così a imporsi come centro principale del Golfo, tanto che l’8 giugno 1371 Carpena e La Spezia decisero di unificarsi in un’unica entità, richiedendo al doge Domenico Fregoso di inglobare la podesteria di Carpena in quella della Spezia.
Nello stesso anno divenne sede del Vicariato della Riviera di Levante (uno dei tre in cui era ripartita la Repubblica genovese).

La fine del XIV secolo vide il declino della potenza genovese in lotta con Venezia e, dopo un periodo di lotte intestine, il prevalere della dinastia milanese dei Visconti su Genova stessa e su tutta la Liguria, Spezia compresa.

Età moderna

Nel XV secolo la città crebbe e, accanto alle attività tradizionali come agricoltura e pesca, sviluppò sempre di più il commercio. Il Golfo della Spezia fu in quell’epoca anche un grande centro di attività piratesche del Tirreno e, insieme alla zona delle Cinque Terre, veniva considerato pericoloso per la navigazione.

Il 26 ottobre 1407 La Spezia riuscì a dotarsi di propri statuti, concessi dall’allora governatore francese di Genova Jean II Le Meingre, e ottenne dapprima la nomina di un Podestà (figura con prerogative solamente politiche) e, in un secondo tempo, di un Capitano (che assume funzioni sia politiche sia militari). Con la concessione degli statuti si certifica la presenza della città di Spezia. Da quel giorno si cominciò a parlare di “Comunità Spedia”.

Nel 1436 anche Spezia venne coinvolta nella guerra condotta contro Genova da Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, e subì devastazioni a opera del condottiero Niccolò Piccinino. Il 1463 segnò l’inizio del dominio sforzesco su Genova e quindi anche sulla Spezia, dove continuò a essere inviato un Capitano con funzioni di Commissario per il Levante ligure.

Milano vedeva il golfo spezzino come un limite fondamentale all’espansionismo fiorentino dei Medici, che nel 1468 avevano acquistato la vicina Sarzana e, nonostante l’alleanza che univa i due stati, decise di fortificare il confine. Nel marzo 1472, per volere del duca Galeazzo Maria Sforzache voleva una nuova flotta sulla riviera ligure, alla Spezia cominciarono i lavori per la costruzione di un arsenale.

Tra il XVI e il XVII secolo Sarzana rimaneva il centro principale della Lunigiana, ma il suo primato resse soltanto finché non si profilò in modo evidente la supremazia di un nuovo centro, la Spezia, eretto sede del Vicariato della riviera orientale da Pietra Corice a Capo Corvo.

I primi decenni del XVI secolo videro scacciata, con alterne vicende, l’influenza francese sulla Repubblica genovese e l’affermazione di quella imperiale di Carlo V (1528). Nell’ottobre del 1541l’imperatore radunò nel porto spezzino un contingente della flotta destinata alla sfortunata spedizione contro la base ottomana di Algeri e il pirata Barbarossa.

Nell’agosto 1571 una flotta di ottanta galeespagnole, al comando di don Giovanni d’Austria, si pose alla fonda nel porto della Spezia prima di unirsi alla flotta della Lega Santa per affrontare la Battaglia di Lepanto.

Nel 1607 venne ristrutturata e rafforzata la cortina muraria del borgo, ampliando l’area su cui sorge la città[. All’inizio del XVII secolo la Repubblica di Genova provvide inoltre ad ampliare ulteriormente le fortificazioni del Golfo, a difesa l’estremo levante del suo territorio. Per dare impulso ai commerci, nel 1654 decise poi di consentire agli ebrei di stabilirsi alla Spezia. In quel periodo vennero istituiti mercati e fiere per gli scambi e San Giuseppe divenne il patrono della città.

Nel 1746 il territorio spezzino, con i forti di Sarzanello e Santa Maria, resistette validamente alle truppe austriaco-piemontesi di Botta Adorno. L’accresciuta importanza della città, dovuta anche al ruolo di caposaldo militare, portò nel 1757 la Repubblica genovese a sostituire la figura del Capitano con quella di Governatore della Spezia.

Il 1797 vide la caduta della storica Repubblica Genovese e La Spezia entrò a far parte della Repubblica ligure come capoluogo del Dipartimento del Golfo di Venere.

Età contemporanea

Nel 1805 la Repubblica Ligure venne annessa all’Impero Francese: La Spezia fu inserita nella Circoscrizione di Sarzana del Dipartimento degli Appennini. Napoleone, consapevole dell’importanza militare della Spezia, la elevò poi al rango di sede di Distretto e nel 1808 la dichiarò porto militare con decreto imperiale.

Nel settembre del 1853, Richard Wagner sbarcò alla Spezia durante un viaggio di piacere in Italia e trovò l’ispirazione per il preludio de L’oro del Reno e dell’intera Tetralogia

Con la caduta di Napoleone e la Restaurazione la Liguria venne annessa al Regno di Sardegna e La Spezia divenne sede dell’Intendenza della Provincia di Levante. La popolazione crebbe e nel 1823 la città diviene capoluogo della Provincia di Levante; nello stesso anno con l’apertura della carrozzabile del Passo del Bracco si provide a migliorare i collegamenti stradali.

Le sponde del Golfo iniziarono ad essere meta di viaggiatori colti, artisti, pittori, musicisti e poeti, attratti dalla mitezza del clima e dalle bellezze del paesaggio.

L’ingresso dell’Arsenale

Con regio decreto del 1849 il Governo piemontese decise la costruzione di un Arsenale Militare Marittimo alla Spezia e nel 1857 Cavour, all’epoca Presidente del Consiglio e Ministro della Marina, si preoccupò di reperire i fondi necessari e affidò a Domenico Chiodo, ufficiale del Genio militare, la cura della costruzione della nuova base navale. Ciò indusse profondi e radicali cambiamenti nella città, che tuttavia per tutto il XIX secolo conservò anche un carattere fortemente turistico e fu scelta in più occasioni come meta delle vacanze della famiglia reale italiana.

Unità d’Italia

Nel 1864 fu aperto il collegamento ferroviario con Pisa, mentre nel 1874 si conclusero i lavori della linea ferroviaria verso Genova.

L’Arsenale, che venne costruito tra il 1862 e il 1869, attirò una forte immigrazione e la città di Spezia, che nel 1861 (alla proclamazione del Regno d’Italia) contava 5.964 abitanti , vide aumentare rapidamente la popolazione fino a circa 37.000 persone nel 1884, quando si diffuse una grave epidemia di colera.

Tra il 1873 e il 1879 venne costruita la diga foraneaa riparo e difesa del golfo. In seguito venne decisa la costruzione del porto mercantile (i cui lavori cominciarono nel 1891) e di una linea ferroviaria di collegamento con Parma (la Pontremolese, che fu completata nel 1892).

Nel 1901 la Spezia conta circa 73.000 abitanti. Il nuovo secolo si manifestò con una spinta edilizia in forme liberty e con il crescere di iniziative culturali e sociali. Nel 1923 la città, divenuta capoluogo dell’omonima provincia si espande ulteriormente.

Seconda guerra mondiale

Durante la seconda guerra mondiale, per la sua importanza industriale e militare, la città subisce numerosi attacchi aerei da parte delle forze Alleate, in particolare nel 1943, dove tali incursioni causano pesanti danni all’Arsenale militare, alle strutture industriali ed a diversi edifici cittadini.

Dopo l’armistizio di Cassibile, con la costituzione della Linea Gotica, La Spezia si trova in posizione geografica nevralgica. Dopo la costituzione della Repubblica sociale italiana, Junio Valerio Borghesericostituisce i reparti della Xª Flottiglia MAS, non solo come unità marina ma con reparti terrestri, impegnati nelle operazioni di rastrellamento dei partigiani locali. La Resistenza si sviluppa sia nei territori circostanti, ma anche in città: nei giorni successivi l’8 settembre si costituisce il comitato militare del CLN, con Renato Jacopini(rappresentante del PCI), il liberale Rodolfo Ghironi, l’azionista Mario Da Pozzo, il democristiano Isio Matazzoni, il socialista Mario Fontana. Oltre al gruppo dirigente, nei mesi successivi si strutturano gruppi di azione patriottica (GAP) e squadre di azione patriottica (SAP) che operano in città, con azioni di informazione, sabotaggio e logistica .

La Spezia è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione essendo stata insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. La notte del 23 aprile 1945, le formazioni partigiane locali vinsero gli ultimi focolai di difesa nazifascista e si impossessarono dei centri nevralgici della città, dichiarandola libera.

Dopoguerra

Al termine della Seconda guerra mondiale, nel 1946, su tre navi – la Fede, di Savona, (ribattezzata Dov Oz), il motoveliero Fenice (ribattezzato Elyahu Golomb) e l’Exodus – 1914 ebrei sopravvissuti alla Shoah salparono dal porto cittadino diretti in Palestina. Per questo motivo La Spezia è conosciuta in Israele e sulle carte geografiche israeliane con il nome di “Schàar Zion” (Porta di Sion). Anche in relazione all’Operazione Exodus ] e alla “Porta di Sionnel 2006 il Presidente Ciampi insignì la città con la Medaglia d’oro al merito civile.

La ricostruzione nel dopoguerra ha comportato uno spiccato rinnovamento edilizio della città spesso irrispettoso della sua identità maturata nei secoli precedenti. La base militare della Spezia perse gradualmente importanza rispetto a quella di Taranto, più centrale nel teatro mediterraneo e le commesse militari e il relativo indotto divennero così meno importanti per l’economia della città. Dopo il calo demografico cominciato negli anni settanta a motivo della crisi economica e dell’emigrazione, negli anni ottanta e novanta ebbe inizio un processo di riconversione industriale, rivolto allo sviluppo delle attività legate alla cantieristica, alla nautica e al turismo.

Nel 2001 la città, con i suoi 91.400 abitanti era la cinquantesima città italiana per dimensioni e tra le promotrici della Rete delle Città Strategiche

Satolli ma pienamente soddisfati corriamo poi allo stadio Picco a gridare SEMPRE COMUNQUE ED OVUNQUE FORZA SALERNITANA

Il “folle granata” avvocato e giornalista  Andrea Criscuolo

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