Squadra all’Arechi, discorso di Enrico Lotito: presenti 100 tifosi all’esterno. Assente il Sindaco Napoli

La squadra è rientrata prima del previsto dall’Umbria dopo la tappa di Cascia, laddove è stata mantenuta una vecchia promessa fatta in estate. Non c’è stata la festa che ci si aspettava: troppo fresca la ferita per la tragica morte di un giovane tifoso a causa di un incidente stradale. Nessuno se la sentiva di cantare, ballare e divertirsi mentre una famiglia piangeva la perdita di un figlio, ennesimo segnale di maturità collettiva che lascia ben sperare dopo qualche eccesso che ieri si poteva evitare, ma che comunque è stato strumentalizzato. Ad ogni modo un centinaio di persone, non appartenenti a nessun gruppo nè club organizzato, hanno inteso applaudire la squadra. In modo soft, senza esagerazioni, rispettando le normative anti Covid come richiesto dalla proprietà in un comunicato assai apprezzato dal pubblico. Bello rimarcare ci fossero tanti bambini, con sciarpe, disegni e magliette celebrative che, tra l’altro, stanno andando a ruba oltre ogni più rosea aspettativa. C’era Cristina Mezzaroma, accompagnata dal figlio Enrico che, in sala stampa, ha tenuto un discorso a tutta la squadra ringraziandola per l’impegno e ricordando il compianto Loris. “Abbiamo combattuto tutti per coronare un sogno, è stato un viaggio bellissimo. Forza Salernitana” in estrema sintesi il discorso di Lotito junior, affiancato anche da un Mezzaroma visibilmente commosso e coinvolto. Pensare che davvero vadano via e si riparta da zero viene difficile, sarebbe doveroso un cambio di normativa per permettere ad imprenditori seri e facoltosi di investire nel calcio in tempi di crisi economica. In attesa di capire se si potranno organizzare altri eventi, la Salernitana ha comunque ringraziato ieri gli assessori Angelo Caramanno e Mariarita Giordano che, con grande passione, hanno seguito la squadra in trasferta partecipando alla festa a Roccaporena. Con le lacrime agli occhi, quasi senza voce dopo i gol di Salernitana e…Brescia. Non c’era, invece, il Sindaco Vincenzo Napoli che, pur promettendo un riconoscimento alla Salernitana, avrebbe potuto comunque accogliere la prima realtà calcistica cittadina che riportava Salerno in serie A per la terza volta nella storia dopo 23 lunghissimi anni d’attesa. Sarebbe stato un bel segnale di vicinanza istituzionale e un atto dovuto verso questo splendido gruppo.

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