Stiamo messi proprio male…

“L’importante è che se ne parli” diceva Oscar Wilde e, in effetti, siamo sempre più convinti che l’indifferenza debba preoccupare più delle menzioni. Dirette o indirette. Tutta pubblicità gratuita per chi – ci consentirete la divagazione presuntuosa – non ne avrebbe nemmeno bisogno perchè sorretto da un circuito che garantisce 30mila click in media al giorno grazie al lavoro quotidiano della redazione e non certo alla beneficenza dei dirigenti della Salernitana. “La malizia è negli occhi di chi guarda” recita invece un altro adagio, e questa città ha sempre mostrato cattiveria e frustrazione nei confronti di chi, con mille sacrifici e in un contesto economico-sociale complesso, ha comunque ottenuto risultati. Certamente persone qualificate, con famiglie alle spalle o un minimo di diploma non passerebbero le loro nottate a imbrattare muri con slogan razzisti o rime volgari: goliardia di ragazzini che, favoriti anche da pseudo professionisti dell’informazione che cavalcano l’onda del malcontento per uscire dal mare dell’anonimato, strumentalizzano la sofferenza sportiva dei veri tifosi granata. Scritte che, ovviamente, non hanno firma e che si limitano alla “frecciata senza fare nomi”: i classici leoni da tastiera creati da questi maledetti social e che, senza facebook, farebbero fatica a ritagliarsi un minimo di popolarità. Il problema non è rappresentato da questi perdigiorno che, a modo loro, fanno anche tenerezza e ci hanno divertito. Ciò che imbarazza e’ l’appoggio virtuale garantito da gente più anonima di loro e che, non avendo idee e vite proprie, tendono a ridicolizzare quelle degli altri infrangendo leggi un giorno sì e l’altro pure. In un Paese normale avrebbero passato già abbastanza guai con la giustizia, qui invece l’anarchia regna sovrana e chiunque può dire tutto dietro un nick falso.

Un’Italia che piange una tragedia immane di stampo razzista, messa in ginocchio da un virus tremendo e attanagliata da problematiche gravissime, ecco che a Salerno l’argomento del giorno e la scritta anonima di un “tastierista” che potrà vantarsi di essere stato citato dalla tanta chiavica che popola il web. Gli stessi che poi, in privato, sono agnellini e tremano quando si ritrovano chiamati dalle forze dell’ordine. La tifoseria di Salerno, gli ultras e i club organizzati stanno portando avanti una protesta coraggiosa, condivisibile e basata sul metterci la faccia e assumersi le responsabilità. Tutto sarà più credibile soltanto in due casi:

-isolando questa feccia che non rappresenta nessuno e che, al massimo, può ambire allo smile di qualche imbecille

-coinvolgendo gli organi di stampa. Perchè senza visibilità mediatica non avrà mai successo nessuna iniziativa.

Se qualcuno pensa che professionisti del settore che lavorano da anni (e che certo non possono essere sbeffeggiati sui social, ormai sfogatoio per tanti frustrati) siano in cattiva fede, retribuiti da Fabiani o a servizio della Salernitana abbiano il coraggio di scriverlo pubblicamente mettendoci la faccia, con le prove e non gettando la pietra per poi nascondere la mano. Diffamazione, calunnia e istigazione alla violenza sono reati gravi e, per legge, bastano riferimenti precisi anche senza menzioni per trovarsi nei guai. La Digos è già a lavoro per rimuovere le scritte sui muri, con la speranza che gli autori vengano identificati e paghino per aver sporcato la città. Oggi, però, l’eroe è quello che scrive “Presidente boia, la dirigenza è la tua troia” all’ingresso di un parco frequentato da bambini e da famiglie, mentre chi lavora quotidianamente fornendo un servizio alla tifoseria viene additato come colluso, lecchino e quant’altro. La stessa gente che ti vede per strada e abbassa la testa, negando poi tutto se contattata privatamente. Prima Salerno capirà che la “battaglia” si vincerà isolando questa marmaglia, prima si potrà portare avanti una protesta credibile. In questo clima di slogan virtuali e di scritte anonime Lotito ci sguazza e poi non ci si offenda se si parla di “ambiente di serie z”. Gli ultras, la curva, i club e la provincia stanno ritrovando compattezza, unità d’intenti e senso di appartenenza, non hanno bisogno di questi avventurieri che vivono sparlando di tutti e che non rappresentano nessuno. Chiudiamo con una riflessione. A Sarnano abbiamo incontrato alcuni tifosi della Salernitana che, quasi spaventati, hanno chiesto di spegnere le telecamere e non hanno rilasciato interviste. La pagina facebook della Salernitana non pubblica più nulla per evitare di leggere commenti oltraggiosi di ogni genere. Alcuni gruppi social si dicono pronti a “pubblicare i nomi dei giornalisti che non danno spazio alle nostre iniziative” scatenando involontariamente (?) le minacce dei leoni. Si sta creando attorno ad una squadra di calcio un clima camorristico, dove chi ama i colori granata deve quasi avere il timore di andare allo stadio o pubblicare una foto con la sciarpa. Una follia pura che non va assecondata, una dinamica a cui non bisogna piegarsi.

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