Trustee in silenzio, dilemma societario: dov’è la politica salernitana?

Vi ricordate le passerelle a cui abbiamo assistito nel giorno della celebrazione del centenario? Finanche il Governatore De Luca, riscopertosi successivamente ed improvvisamente simpatizzante del Napoli, si scomodò e si lasciò andare al solito comizio populistico. E come dimenticare i proclami “per uno stadio europeo, pronto ad accogliere la Roma e tutte le grandi del calcio italiano” senza che oggi un funzionario del Comune si degni di spiegarci come mai la curva Nord sia inaccessibile al pubblico locale dal lontano 2006. In tempi di rischio iscrizione – e con le elezioni che si avvicinavano – abbiamo visto sugli spalti personaggi di svariate fazioni intenti ad immortalare il momento con selfie e immancabili sciarpe granata. Per fortuna la gente non è caduta in un tranello vecchio come il mondo: chi ama la Salernitana e ha potere istituzionale la tutela ogni giorno, spontaneamente, senza bisogno di scriverlo su facebook o pubblicizzarlo sui giornali. E così la domanda sorge spontanea: considerando che tra gli elettori ci sono migliaia e migliaia di tifosi granata, come mai il Sindaco Napoli non dice mezza parola su quest’avvio di stagione disastroso e, soprattutto, sulla querelle societaria? E’ vero che, a Palazzo di Città, ultimamente hanno ben altri problemi da trattare, ma la Salernitana rappresenta la città e la provincia in giro per l’Italia, può contare su decine di migliaia di appassionati ed è obbligatorio che i politici locali chiedano un confronto diretto con i trustee, con l’amministratore unico Marchetti, con tutti quei professionisti deputati alla cessione del club. Ora Salerno ha bisogno di risposte e non di comunicati scritti in modo incomprensibile o rinvii di qualunque genere. Per salvare la stagione è necessario che un nuovo presidente ci metta la faccia e i soldi garantendo progetti ambiziosi a prescindere da come finirà il campionato. Sindaco Napoli, batta un colpo se possibile. Non servirà, a chi ha buona memoria, applaudirla se, tra qualche mese, verrà fare un’altra passerella in curva Sud insieme a chi, oggi, sta soffrendo – sportivamente parlando – per una squadra che andrebbe spinta, aiutata e difesa soprattutto dalle istituzioni.

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