Tutino, una panchina giusta. Nessuno si senta sicuro del posto, torni il calciatore motivato di inizio stagione

La notizia dell’esclusione di Gennaro Tutino dall’undici titolare può aver sorpreso soltanto chi non conosce bene il tecnico Castori e chi non ha visto le ultime partite della Salernitana. Ad Empoli hanno fatto malissimo tutti, sia chiaro, ma l’attaccante napoletano ha ostentato un atteggiamento talvolta insofferente che è lontano anno luce dal pensiero di un mister meritocratico e che pretende incoraggiamento per il compagno che sbaglia un passaggio e non una manifestazione di dissenso. E’ accaduto tre volte al Castellani: lancio impreciso di Lopez e sguardo di Tutino che valeva più di mille parole. Una cosa è certa: da quando l’alterco tra procuratori (ex e attuali) è diventato di dominio pubblico, la punta napoletana non è stata più quella di inizio stagione e che arrivò a Salerno con l’entusiasmo di un ragazzino anche a costo di mettere da parte offerte economicamente più vantaggiose come quelle di Lecce, Monza e Pescara. Non riteniamo possibile che, in altre sedi, abbia invece espresso perplessità: sarebbe un grande attore, oltre che un masochista, avendo firmato per una squadra che non desiderava. Riteniamo invece che, strada facendo, abbia inconsciamente ritenuto poco adatto alle sue caratteristiche un gioco che non esalta il reparto offensivo e che lo costringere ad arretrare il suo raggio d’azione per toccare palloni e non finire nella morsa dei difensori avversari. Anche in questo caso, però, potremmo rispondere con due considerazioni. Anzitutto la stragrande maggioranza degli attaccanti allenati da Castori ha chiuso la stagione in doppia cifra, finanche Pettinari in una squadra retrocessa. In secondo luogo, il grande attaccante è anche quello in grado di costruirsi da solo azioni pericolose come, del resto, fece a Verona nella seconda partita di campionato. Non ci giriamo troppo intorno: a nostro avviso Tutino (che resta una risorsa importante per questa squadra, sia chiaro!) ha perso lo smalto e la carica agonistica avuta fino a inizio novembre e speriamo sia soltanto un calo fisiologico prima di ripartire alla grande. Del resto, al netto dell’esagerata valutazione di 5 milioni di euro (ad oggi anche la metà sarebbe grasso che cola), stiamo parlando di un ragazzo mai preso in considerazione dal Napoli per una eventuale riconferma, accantonato molto presto dal Verona in A e che ad Empoli, in una fuoriserie, ha segnato poco e non era titolare inamovibile. Bravo Castori a dare una chance a Gondo che, nel girone di ritorno dello scorso anno, ha fatto benissimo e ieri è stato il migliore in campo. Presumibilmente ci sarà anche a Reggio Calabria. Sperando che Tutino, stavolta, partecipi maggiormente dalla panchina in caso di gol della Salernitana. Ai tifosi certe cose non sono passate inosservate. E a Salerno nessuno è indispensabile e nessuno deve sentirsi prima donna o più forte dell’altro.

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