Tutti i motivi per cui è sbagliato esonerare Castori

Lo diciamo subito, senza troppi giri di parole: non condividiamo affatto l’esonero di Fabrizio Castori. Non solo per un discorso affettivo: ha vinto un campionato con una rosa “normale”, ma non basta la riconoscenza per raggiungere i traguardi. Nessuno dimenticherà l’impresa di una Salernitana che, senza pubblico e con una rosa inferiore alle concorrenza, ha battuto record su record ritrovandosi in A a distanza di 22 anni. Allo stesso tempo siamo certi che, con l’attuale guida tecnica, i granata avrebbero avuto maggiori chance di arrivare alla salvezza. Fatta eccezione per il secondo tempo con il Torino e per quello di ieri contro lo Spezia (in totale emergenza e con otto potenziali titolari indisponibili), la Salernitana si è sempre battuta alla pari raccogliendo molto meno di quanto meritasse. Bologna, Atalanta e Sassuolo – non propriamente le ultime arrivate – hanno tastato con mano quanto sia difficile affrontare i granata, forse non bellissimi dal punto di vista del palleggio ma molto bravi a sfiancare l’avversario, a verticalizzare e a colmare il gap tecnico con uno spirito battagliero che può fare la differenza più dei piedi buoni. Avrà commesso i suoi errori, certo. Ieri non abbiamo condiviso la scelta di togliere Kastanos e Djuric per inserire Schiavone e Gondo, così come non piaceva a nessuno vedere una Salernitana a tratti rinunciataria e timorosa. Ma Castori, a differenza di tanti colleghi, ha avuto l’umiltà di fare un passo indietro, di mettersi in discussione, di adattare le idee tattiche alle caratteristiche di una rosa che è nata anche e soprattutto sulle sue indicazioni e che oggi perde il suo condottiero. Per altro nemmeno trattato benissimo dall’amministratore unico Ugo Marchetti. L’aveva subodorato, il mister, che ci potesse essere “altro” dietro le parole del Generale che, in diretta televisiva, quasi auspicava le dimissioni lasciando intendere che “non ci possono essere trattative con altri professionisti in virtù di una deadline che è ostacolo evidente”. La Salernitana rispose sul campo, battendo il Genoa e dominando a La Spezia per 50 minuti prima di un ko frutto di tanti fattori. Perchè non si può attribuire alcuna responsabilità allo staff tecnico se, per tanti motivi, le alternative in corso d’opera sono stranieri che faticano ad adattarsi o calciatori che erano riserve anche in cadetteria. Una scelta dolorosa e una sconfitta per tutti, un rischio che la dirigenza ha voluto correre perchè, in caso di passo falso con l’Empoli, non ci sarebbe stato tempo per cambiare. Ma nessuno si aspettava quest’epilogo, nemmeno ieri sera tardi quando un confronto tra le parti si chiuse con una metaforica stretta  di mano. Il gruppo perde un valore aggiunto, un profondo conoscitore di calcio che ha difeso e tutelato in ogni modo la Salernitana mettendoci la faccia quando il contesto ambientale richiedeva scelte diverse. Proprio per questo bisognava giocarsela con lui, fino alla fine. Ma il calcio non dà spazio ai sentimentalismi.

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