Tutti i numeri che bocciano Colantuono

La premessa è d’obbligo in previsione dei commenti ormai ripetitivi che senza dubbio arriveranno, da parte dei soliti noti: se con due allenatori su due non si va oltre gli otto punti in sedici giornate, evidentemente il problema principale è la qualità della rosa frutto anche degli errori commessi in sede di mercato. Soffermandoci, però, sull’aspetto tecnico, è evidente che la gestione Colantuono sia stata, ad oggi, fallimentare. E gli alibi ormai non reggono più: assenze, pali e infortuni fanno parte del gioco, dopo un mese e mezzo ci aspetteremmo almeno un mea culpa e un’analisi più approfondita. I numeri, quanto mai impietosi, certificano l’attuale flop: quattro sconfitte su quattro in casa, gol subiti a ripetizione, pochissime reti segnate, ultimo posto in classifica e prestazioni molto negative fatta eccezione per la trasferta di Venezia (vinta in 11 contro 10 su errore del portiere al 95′) e il derby con il Napoli, in cui il fattore Arechi ha colmato il gap tecnico.

Per il resto una Salernitana sempre rinunciataria, mai in partita, mai pericolosa, aggrappata all’episodio e in campo per limitare i danni più che per provare a fare il miracolo. Oggi il Milan, lo diciamo senza giri di parole, non ha inflitto un passivo più pesante perchè ha gestito le risorse in vista della sfida ben più importante contro il Liverpool della prossima settimana. L’unico, vero tentativo in porta dei granata è arrivato al 94′, con un tiraccio di Jaroszynski sempre su errore del portiere avversario. Parlare della formazione è quasi sparare sulla croce rossa: con cinque difensori non è pensabile schierare tre centrocampisti di contenimento e un Ribery palesemente sulle gambe a far da raccordo. In questo modo ti consegni all’avversario e sei destinato a perdere anche i pochi palloni che recuperi. Soprattutto se in panchina restano Kastanos, Bonazzoli e Djuric che, per motivi diversi, sono gli unici a creare un minimo di superiorità numerica.

La dirigenza ha blindato il mister, assumendosi una bella responsabilità. Rileggendo quel comunicato di metà ottobre contro Castori, ci chiediamo il perchè di questo “due pesi, due misure”. Nessuno vuole santificare la precedente guida tecnica, ci mancherebbe, ma tutto quello che Marchetti aveva chiesto nel comunicato stampa è stato disatteso. E così, dopo un biennio altalenante a Salerno e le esperienze non entusiasmanti di Bari e Udine, Colantuono rischia di chiudere la terza avventura in granata con una retrocessione. Speriamo che il mister, ottimo professionista e persona perbene, sappia invertire la rotta. Senza alibi e cercando di trasmettere quantomeno un po’ di grinta. Si può perdere, certo. Ma non così.

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