“Tutti uniti” che flop! Si invocano iniziative, ma le scuole non si impegnano

Salerno, ormai, è diventata la città delle chiacchiere. Quando si parlava di fuga dagli spalti, in tantissimi invocavano iniziative promozionali utili ad avvicinare alla Salernitana soprattutto le nuove generazioni. Quelle cresciute a pane e serie D e che hanno bisogno di essere incentivate per innamorarsi del cavalluccio marino. La società, come sempre, è venuta incontro alle esigenze di tutti predisponendo biglietti a prezzi simbolici per tutti gli studenti e gli annessi accompagnatori, senza dimenticare le riduzioni per gli universitari e i tagliandi omaggio per gli under14. Col Perugia, qualche mese fa, in quasi 600 aderirono con entusiasmo esponendo anche striscioni piuttosto simpatici. Ora, invece, si può parlare di un flop. Appena 200 persone hanno aderito, la stragrande maggioranza delle quali iscritte alle scuole calcio cittadine. Stando a quanto filtra, molte scuole non si sono impegnate più di tanto dal momento che i docenti avrebbero dovuto dedicare anche la domenica al “controllo” degli studenti. Fino a quando, però, presidi e professori non sposeranno in pieno queste iniziative capendone l’importanza anche sociale non si andrà da nessuna parte. La Salernitana chiama, il popolo non risponde e anche la prevendita fornisce dati deprimenti: meno di 1100 biglietti staccati (compressi i succitati 200), soltanto 65 per la curva Sud. Mai come quest’anno, sul piano prettamente numerico, l’unica componente che sta facendo flop è proprio la tifoseria. Eccezion fatta, ovviamente, per i settemila che formano lo zoccolo duro. In futuro, però, sarà doveroso un ricambio generazionale. Se nessuno si impegnerà e continueranno a circolare sui social tesi deliranti, tuttavia, è sempre più concreto il rischio di vedere l’Arechi trasformato in una cattedrale nel deserto.

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