Un progetto giovani passa dalla riconferma di Bonazzoli e Ranieri. Lucca? Non è adatto alla A

E’ passato praticamente un mese dalla debacle interna con l’Udinese che poteva costare davvero carissimo, eppure la Salernitana sembra essere immobile sul mercato. Se è vero che altrove non accade granché e che solo le big hanno mosso qualche passo ufficiale, è altrettanto vero che chi si salva anche grazie al suicidio sportivo delle dirette concorrenti mettendo in vetrina la peggior difesa e il peggior attacco del torneo dovrebbe agire in largo anticipo. Magari con qualche investimento sostanzioso. Invece stiamo notando qualche contraddizione che ha raffreddato l’entusiasmo della tifoseria. Detto ampiamente dell’addio burrascoso del ds Sabatini, riteniamo non sia molto coerente chiedere milioni e milioni di euro per calciatori di valore ma che devono ancora dimostrare tantissimo per poi tirarsi indietro per il riscatto di gente di talento e che ha determinato la salvezza della Salernitana molto più degli innesti di gennaio. Non si può dire pubblicamente “Punteremo sui giovani, magari italiani, per creare una base competitiva” e poi lasciar partire a cuor leggero Luca Ranieri e Federico Bonazzoli. La speranza è che sia solo una strategia per prenderli in un secondo momento a prezzi diversi, ma la concorrenza è agguerrita ed è un rischio che non andava corso, così come quello di consentire a Lassana Coulibaly di liberarsi per appena 1,5 milioni di euro. Se aggiungiamo che Kastanos, Ruggeri e Strandberg sono già andati via (il centrale norvegese forse è stato scartato troppo presto e certo avrebbe reso più di Dragusin), che Ederson sta valutando proposte dalle big e che da un anno non si risolve la querelle Djuric, possiamo dire che c’è il rischio di partire per il ritiro con una rosa largamente incompleta e con moltissimi giocatori – almeno 15 – da piazzare altrove.

Va benissimo puntare sui giovani, ci mancherebbe, a patto che siano di qualità e di prospettiva. Sotto questo aspetto, senza nulla togliere ad un competente e motivatissimo De Sanctis, riteniamo che perdere Sabatini sia stato comunque un autogol. Così come lo sarebbe andare su ragazzi che, a nostro avviso, non aggiungerebbero nulla alla Salernitana. Circola, ad esempio, il nome di Lucca. Ultimo gol ad ottobre, poi tante panchine e insufficienze in serie. Sarà pure un elemento valido, ma ai granata serve ben altro che una scommessa che i media hanno esaltato troppo presto azzardando paragoni ad oggi inopportuni. Ma soprattutto speriamo sia una delle tante fake news la trattativa con il centrocampista Esposito, uno che non era titolare inamovibile nemmeno alla Spal. Formazione che ha lottato fino all’ultima giornata per non retrocedere in serie C e che certo non proponeva chissà quale concorrenza in quel reparto. Tanto vale spendere un milione per tenere Kastanos, a questo punto. Nessuno vuole fare i conti in tasca alla società, dare giudizi al 19 di giugno o giudicare un atleta prima della firma, sia chiaro, ma la Salernitana ha bisogno anzitutto di sette elementi di livello assoluto per puntare alla salvezza. Poi dopo verranno gli under. Sperando, ovviamente, che Nicola li utilizzi. Perchè fino a pochi mesi fa l’acerbo Mousset e un Mikael costoso ma da zero gol sono stati preferiti a Vergani. Italiano già del giro dell’under 21 che non ha mai avuto spazio. La coerenza deve essere sempre alla base della programmazione sportiva e se si dice no a Bonazzoli per 6 milioni (25 anni, 12 gol in gare ufficiali) non si può pensare ad un ricco pluriennale per un campione che viaggia verso i 36 anni…

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