Una sconfitta arrivata nei titoli di coda che brucia…

di Enzo Sica

Brucia come questo caldissimo sole di agosto l’eliminazione della Salernitana dalla post season del campionato di serie B. Ed è stato davvero duro digerire il colpo del k.o contro lo Spezia visto che la griglia dei play off doveva essere completata solo dalla squadra granata che aveva tutte le credenziali per partecipare alla roulette del terzo posto per accedere alla serie A. Le illusioni ci sono state. Inutile girare intorno all’ostacolo. Se una squadra come quella allenata dall’ormai ex tecnico Gianpiero Ventura si mantiene stabilmente tra la sesta, settima posizione di classifica per quattro mesi, giocando anche bene a tratti, inducendo un po’ tutti ad un ottimismo che, ripeto, ci poteva stare, allora l’eliminazione brucia ancora di più. Bastava vincere contro lo Spezia, lo aveva detto a chiare lettere Ventura, ed il passaggio alle eliminatori successive sarebbe stata cosa fatta. Invece in una serata da brividi, contro uno Spezia che si era presentato all’Arechi con ben sette titolari in meno, si è sprofondati verso il baratro dopo un inizio davvero incoraggiante.

E la sconfitta arrivata proprio sui titoli di coda della stessa gara contro i liguri ha sancito che la Salernitana, che per la prima volta dopo cinque anni poteva arrivare ai play off promozione dovesse rimanere fuori. Addirittura dopo il Pisa, nono. Una debacle che è figlia anche di un’approssimazione leggera alla gara dell’anno che doveva far quintuplicare le forze ai calciatori sul terreno di gioco. Poi è chiaro, dopo il flop, arrivano impeccabili le critiche, le solite frasi sui social che ti sconcertano, le immancabili critiche alla società di Lotito e Mezzaroma che, secondo molti, non vorrebbe arrivare nella massima serie. Dunque giocherebbe a…perdere. Sono cose, queste, che non condividiamo e respingiamo con forza verso i soliti mestatori, i critici che escono solo dopo le sconfitte ma quando la squadra stava giocando bene, stava facendo un cammino interessante, erano…rintanati nelle proprie…tane.

Alla fine di tutto dispiace aver deposto le armi al cospetto di un palcoscenico di squadre (le sei che si giocheranno la serie A) che sono alla portata della Salernitana. Anzi. Anche più deboli del team
creato bene da Ventura, portato avanti con serietà dall’ex c.t. della nazionale che non ha voluto rinnovare, dopo questa sconfitta, il suo contratto con la Salernitana. Certamente non è una sconfitta per Ventura che ha portato alla ribalta, in queste tredici mesi di gestione, calciatori che erano illustri sconosciuti che sono stati valorizzati ed oggi sono richiesti anche da società di serie superiore. Dispiace che il suo lavoro si è fermato a metà strada ma la società, crediamo, ha capito quello che ha fatto di buono il tecnico genovese ed ora deve solo affidare la squadra ad un allenatore che possa continuare sulla falsariga che ha intrapreso Ventura senza stravolgere nulla. E i risultati, crediamo, con pochi innesti su questa intelaiatura, arriveranno…

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