Ventura, il discorso sui giovani e l’importanza del tifo. Ma è la Salernitana a dover trascinare la gente

“Questa è una squadra molto giovane, il nostro percorso di crescita passa per momenti altalenanti. All’inizio abbiamo sfoderato un’ottima prestazione con il Pescara, siamo andati a giocare su un campo difficile come quello di Cosenza e siamo tornati a casa con i tre punti. Quando entri in fiducia le cose vanno nel migliore dei modi, al contrario nei momenti negativi è necessario lavorare anche sull’aspetto psicologico perchè in una piazza importante per la B come Salerno può pesare di più. Possiamo teoricamente perdere contro Crotone e Empoli e allo stesso tempo batterle entrambe”. Parole e musica del tecnico Gian Piero Ventura che, in conferenza stampa, ha ripercorso le tappe salienti del girone d’andata provando ad analizzare i motivi di questo progressivo calo che ha modificato nettamente la classifica. L’assenza in organico di gente che abbia vinto i campionati, la “paura” dei superstiti di rivivere l’incubo dell’anno scorso e la giovane età di giocatori inesperti sono tutti elementi che possono far capire come mai si passi dallo show col Pescara al primo tempo negativo di Cittadella e proprio per questo il mister, per la prima volta, ha invocato l’aiuto del pubblico pur ringraziando i sempre presenti. Al di là del discorso del mercato (“Uno stadio vuoto e in contestazione non invoglia un eventuale acquisto a firmare, al contrario l’Arechi ammirato col Benevento spinge a dire di sì anche con un ingaggio più basso”), è obiettivamente uno svantaggio giocare in un Arechi da…campo neutro. Allo stesso tempo, però, bisogna capire che la piazza è scettica, disamorata e distaccata a causa di un quadriennio contraddistinto da errori e situazioni in fotocopia che non invogliano se non quei “malati” che vanno sempre e ovunque. Le contrapposizioni sugli obiettivi hanno spaccato ulteriormente la tifoseria e stavolta deve essere la Salernitana a trascinare la gente: la società con presenza e chiarezza, la dirigenza con innesti a gennaio, il mister con un gioco convincente e una identità precisa, la squadra onorando la maglia. In fondo basterà poco per rivedere lo stadio trascinante di sempre. Ed è stato questo argomento di confronto con alcuni giornalisti in sala stampa, un interessante dibattito sulla necessità di alimentare entusiasmo e l’obbligo dei granata di rendersi credibili agli occhi della gente: “Ringrazio chi c’è sempre stato” ha chiosato il mister “ma chiedo anche a voi di creare quel minimo di serenità che può servire ad esprimersi meglio. Abbiamo bisogno di tutti per superare le difficoltà, uno stadio vuoto non aiuta. E’ comunque legittimo dire che tocca a noi trascinarli, capiamo che sono reduci da una serie di campionati che hanno contribuito a creare malumore”.

Articolo a cura di Maurizio Grillo e Gaetano Ferraiuolo

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