VIDEO | Del Grosso: “Nello spogliatoio volavano anche gli schiaffi per il bene della Salernitana. Senza identità la gente si allontana”

Quando si parla con i calciatori del passato, si capisce perfettamente perchè la Salernitana fosse amata da tutta la città e dalla provincia a prescindere dai risultati. La settimana scorsa abbiamo chiacchierato con Arturo Di Napoli, dimenticato bomber che ha scritto pagine importantissime della storia recente innamorandosi letteralmente di Salerno, della sua gente e di una tifoseria potenzialmente straordinaria. Oggi, invece, la redazione di GranataCento ha avuto l’onore di incontrare Alessandro Del Grosso, quello che in gergo può essere definito prima un grande uomo e poi uno splendido professionista. Quando parla dei suoi trascorsi con la maglia granata ha ancora le lacrime agli occhi e, a giusta ragione, non si sente un turista ma “uno di noi”. Dall’arbitraggio di Bettin a Piacenza che grida ancora vendetta alla Salernitana degli anni Novanta passando per la contestazione dei tifosi, il rapporto tra la curva e Lotito, il “galleggiamento” a metà classifica in B e lo stadio che si sta svuotando sempre di più: tanti gli argomenti affrontati con un personaggio che incarna in pieno i valori della curva e che non ebbe bisogno di nessuna promessa a tinte biancocelesti per accettare la proposta della Salernitana. Una sfida che gli costò 15 chilometri a piedi, come racconta simpaticamente ai nostri microfoni:

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