Zero offerte concrete, la società convoca i legali a Roma: riunione domani. Due retroscena, sul prezzo…

Quella di domani sarà una giornata molto importante per la Salernitana e per il suo futuro. Parlare di campanello d’allarme sarebbe prematuro, sia chiaro, ma è evidente che siamo ormai al 7 di giugno e forse nessuno si aspettava uno stallo del genere. La situazione, nella sua complessità, è chiara: non sono arrivate offerte economicamente valide, non è stata avviata alcuna trattativa e si sono avvicinati soltanto alcuni personaggi ritenuti poco affidabili o a caccia di pubblicità. Come abbiamo sempre detto bisogna diffidare dai nomi che finiscono prima sui giornali e poi sui siti ufficiali . Anche perchè, se davvero fossero esistiti preliminari o contratti solo da depositare, certamente non ci si ritrovava a 18 giorni dalla scadenza imposta dalla FIGC con l’estromissione dall’assemblea di Lega e l’idea del trust che ha fatto storcere il naso a Gravina. Il club, non avendo al momento chiuso alcun accordo, proporrà alla Federazione di trovare assieme un trustee, operazione volta alla totale trasparenza ma anche a prendere tempo in virtù di una cessione che, ad oggi, è impossibile rispetto alle condizioni prefissate. Non ci sono i tempi, lo abbiamo sempre detto. Ma la FIGC è perentoria: servirà nominare una terza persona del tutto slegata dagli attuali azionisti e dalla Lazio, con Mezzaroma che avrebbe avuto l’ok solo come socio di minoranza con una quota inferiore al 25% senza poter in alcun modo incidere sulle scelte. Il quadro, ad ora, è il seguente. Due ex presidenti di B (pare del Trapani e dell’Avellino) hanno sondato il terreno non offrendo garanzie circa un futuro stabile al club. Lotito e Mezzaroma hanno declinato l’invito ancor prima di mettersi a tavolino. Tra i tanti “fondi” stranieri che erano stati accostati alla Salernitana solo uno avrebbe mosso qualche passo a metà maggio, tirandosi indietro sempre per motivi di natura economica. Inutile dire che il nome di Della Valle sia stato fantacalcio: le smentite abbondano, con tanto di virgolettati, stando a quanto raccolto pare abbia anche alcuni problemi personali che abbiano spinto i due fratelli a ritirarsi dal calcio dopo l’esperienza con la Fiorentina. In questo momento non giova a nessuno illudere la piazza circa cordate già pronte, contratti firmati dagli avvocati e addirittura propinare i nomi del nuovo allenatore e del direttore sportivo. Da Petrachi a Mazzarri, passando poi per Moratti, treni che corrono veloci e Angelucci che ha pubblicato un comunicato nel pomeriggio. La gente, legittimamente preoccupata, non va presa in giro e non può assistere nemmeno ad una sterile e inutile guerra tra giornalisti o addetti ai lavori proprio ora che la tensione è alle stelle. Ma anticipiamo la prossima mossa: quelli che avevano parlato di settembre, poi ottobre, poi ancora febbraio e del 7 giugno come date della svolta a breve pubblicheranno un post del tipo “L’accordo era stato raggiunto, ma Lotito ha giocato al rialzo”.

A questo punto, se davvero hanno nomi e cognomi, li facciano. Per dimostrare di essere effettivamente a conoscenza dei fatti e per mettere “spalle” al muro la proprietà. Ma visto che non c’è mai stata una trattativa in stato avanzato sfrutteranno gli sfoghi dei seguaci social che, se avessero ragionato con meno astio e maggior lucidità, avrebbero potuto capire subito che bisogna quantomeno prendere certe “notizie” con le pinze. Soprattutto quelle scritte sul web e mai veicolate dagli organi di informazione locali e nazionali E al posto di prendersela con chi ha svolto il proprio mestiere o aspettare la morte sportiva della Salernitana per dire “avete visto che la multiproprietà non era un falso problema?”, sarebbe opportuno unire le forze per chiedere chiarezza. Con una nota ufficiale, una conferenza stampa, una risposta per le rime a tanti sciacalli che stanno cavalcando l’onda diffamando Salerno e la Salernitana a livello nazionale. Le istituzioni, la tifoseria e la stampa cerchino una via comune per capire, quantomeno, in che direzione si stia andando. Al momento Lotito e Mezzaroma perseguono nella strada del silenzio, domani Villa San Sebastiano aprirà le porte e dovrebbero esserci anche gli avvocati Capobianco e Gentile e il direttore sportivo Fabiani. Castori resta in stand by e, ad oggi, non ha avuto nessuna comunicazione per iniziare a programmare la nuova stagione. In estrema sintesi: l’ipotesi fondo perde consistenza, la pista del trust è quella caldeggiata dal pool legale e consentirebbe di individuare con la FIGC un amministratore unico slegato da Lotito. Ma con quali soldi farebbe la squadra? L’idea che ci fossero accordi pregressi è stata smentita un sacco di volte e i fatti -e diciamo purtroppo, saremmo stati tutti più sereni anche a costo di riconoscere giusti meriti ad altri – stanno andando in questa direzione. Dire che Lotito stia alzando la posta è inverosimile: se non ci sono offerte con chi giochi a rialzo? Pochi contatti, ritenuti non all’altezza. E quindi, a questo punto, è possibile che il club abbassi le pretese economiche, con la consapevolezza che in piena pandemia trovare qualcuno che spenda 50 milioni e poi altri 30-35 per fare la squadra è impossibile. Magari successivamente faranno i passi necessari in sede civilistica per quello che riterrebbero una sorta di “esproprio”. “La Salernitana sarà iscritta al campionato, rinnovo l’invito ai tifosi di godersi questa festa perchè Lotito non ha nessuna intenzione di vanificare gli sforzi di tutti e di infrangere i sogni della tifoseria partendo dall’interregionale” ha ribadito pochi minuti fa il legale di fiducia del patron, ma la clessidra non si ferma e la paura aumenta. Addirittura in alcune zone sono stati rinviati i festeggiamenti per la promozione. Per usare un’espressione di Perrone siamo in un clima di “triste felicità”. Razionalmente: un imprenditore come Lotito può davvero fare una figura del genere a livello nazionale facendo sparire una Salernitana non destinata a nessuna categoria? La FIGC sarebbe pronta, con annessi ricorsi dei club che chiederebbero il ripescaggio, a rinviare quantomeno di qualche settimana i campionati nell’anno del mondiale? “Non si dà luogo alle sanzione previste per cause indipendenti dalla volontà dei soggetti interessati” dice il comma 4 dell’articolo 16 bis delle Noif, un passaggio sin qui snobbato da tutti ma che ha una valenza non indifferente. Lotito ha messo in vendita le sue quote, anche pubblicamente. Se non arriva nessuno disposto a trattare in un mese non ha responsabilità. Domani clima rovente a Roma, con un mix tra rassegnazione e consapevolezza: l’era Lotito dovrà giocoforza finire entro 18 giorni e, pur di garantire l’iscrizione, c’è il rischio che il prezzo lo faccia chi vuol comprare. Altro scenario che Gentile aveva previsto un mese fa. Non ci resta che attendere.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.